Cerchi un commercialista a Londra che parli italiano? Finance Wise Accounting segue imprenditori, liberi professionisti, lavoratori autonomi e famiglie italiane a Londra, Finchley, Enfield e in tutta la città. Dalla dichiarazione dei redditi (Self Assessment) all’IVA (VAT), dalla contabilità della tua Ltd alle buste paga, gestiamo tutto noi e ti spieghiamo ogni passaggio in italiano.
Nel Regno Unito la figura che corrisponde al commercialista è il chartered accountant: siamo chartered accountants con qualifica ACCA e ACA, non iscritti all’albo italiano dei dottori commercialisti. Ci occupiamo del fisco britannico — e lo facciamo bene — lavorando, quando serve, insieme al tuo commercialista in Italia.
Servizio in italiano
Incontri, telefonate, email e WhatsApp in italiano o in inglese, come preferisci.
Autonomi e Ltd
Dalla prima fattura da self-employed fino a una società limited che cresce.
Tasse in regola, nei tempi
Self Assessment, IVA, corporation tax e rapporti con HMRC gestiti per te.
Contabilità e buste paga
Registrazioni aggiornate e payroll PAYE sempre in regola.
I nostri servizi di contabilità a Londra
Molti dei nostri clienti italiani lavorano nella ristorazione, nei bar e nelle gastronomie, nell’edilizia, nel design e nelle professioni creative, e sempre più spesso come contractor nella finanza e nella tecnologia. Conosciamo come funzionano queste attività e dove si concentrano i problemi di tasse e liquidità. Ti aiutiamo a registrarti correttamente, a rispettare le scadenze di HMRC, a dedurre le spese a cui hai diritto e a pianificare in anticipo, senza sorprese.
- Dichiarazione dei redditi (Self Assessment)
- Registrazione e dichiarazioni IVA (VAT)
- Contabilità con Xero e QuickBooks
- Buste paga, PAYE e CIS
- Apertura di una società e nuove attività
- Bilancio di fine anno e corporation tax
- Tasse sugli immobili in affitto
Le pagine dei servizi sono in inglese; le tue domande puoi sempre farcele in italiano.
Dalla partita IVA al self-employed nel Regno Unito
Chi arriva dall’Italia con una partita IVA si aspetta spesso un sistema simile a quello che conosce. Non lo è: alcune cose sono molto più semplici, altre sorprendono proprio perché sembrano familiari.
Aprire l’attività è gratuito e immediato
Non esiste un’apertura della partita IVA con costi e intermediari. Ti registri con HMRC come self-employed per il Self Assessment e ricevi lo UTR (Unique Taxpayer Reference), un numero di riferimento fiscale di dieci cifre. Non c’è fatturazione elettronica tramite un sistema centrale e non c’è una cassa previdenziale professionale a cui iscriversi. La registrazione va fatta entro il 5 ottobre successivo alla fine dell’anno fiscale in cui hai iniziato.
Non esiste il regime forfettario
Nel Regno Unito non c’è nulla di simile al forfettario. Chi lavora in proprio paga l’imposta sul reddito sull’utile effettivo — ricavi meno spese deducibili — a scaglioni, dopo una quota esente (personal allowance). Per questo le spese documentate contano molto più di quanto si aspetti chi è abituato a un coefficiente fisso. Per piccoli redditi occasionali, fino a 1.000 £ l’anno, si può usare invece la trading allowance.
L’IVA scatta sopra una soglia, non dalla prima fattura
È la differenza che sorprende di più. Nel Regno Unito non ti registri all’IVA perché hai un’attività, ma perché il tuo fatturato imponibile ha superato 90.000 £ negli ultimi dodici mesi, o prevedi di superarli nei prossimi trenta giorni. Sotto la soglia la registrazione è facoltativa e spesso non conviene. L’errore costoso che correggiamo più spesso è superarla senza accorgersene: l’IVA è dovuta dalla data in cui avresti dovuto registrarti, non da quella in cui lo hai fatto.
La National Insurance al posto dei contributi
Oltre all’imposta sul reddito, chi è self-employed paga la National Insurance, che dà diritto alla pensione statale britannica (State Pension). Non è una cassa da scegliere né un regime da cui uscire: dipende dagli utili.
Self-employed o società limited (Ltd)?
Quasi tutti iniziano come self-employed (sole trader); il passaggio a una Ltd arriva quando l’attività cresce o quando un cliente lo richiede. Le due forme sono tassate in modo diverso, comportano responsabilità diverse e hanno costi di gestione diversi.
Aprire una Ltd a Londra
La società si registra a Companies House e poi presso HMRC per la corporation tax. Dal 18 novembre 2025 amministratori (director) e titolari effettivi (PSC) devono verificare la propria identità presso Companies House: i nuovi amministratori prima della nomina, quelli esistenti entro il successivo confirmation statement della società.
Stipendio o dividendi?
Se hai una Ltd, quello che prelevi come stipendio e quello che prelevi come dividendo sono tassati con regole e aliquote diverse, e il mix conta. Va calcolato ogni anno, non deciso per abitudine. Se lavori come contractor tramite la tua società, va verificata anche la posizione IR35, che può trattare il rapporto come lavoro dipendente ai fini fiscali, qualunque cosa dica il contratto.
Quale forma ti convenga dipende da utili, progetti e situazione personale, e la differenza fiscale può andare in entrambe le direzioni. La calcoliamo insieme prima della registrazione, non dopo.
I settori che seguiamo di più
Ogni settore ha il suo problema fiscale tipico. Ristoranti, bar e gastronomie devono distinguere, ai fini IVA, tra cibo caldo e freddo già alla cassa. I subappaltatori edili registrati al CIS subiscono una ritenuta alla fonte del 20% — del 30% se non sono registrati — e a fine anno hanno quasi sempre un rimborso da chiedere. I freelance del design e delle professioni creative hanno redditi irregolari, ed è proprio lì che gli acconti (payments on account) creano problemi.
Residenza fiscale: l’anno in cui arrivi e quello in cui riparti
Trasferirsi a metà anno fiscale è il momento in cui si concentra quasi tutta la complessità vera, ed è anche quando più spesso si dà per scontata una risposta semplice che non è quella giusta.
La residenza britannica si decide con un test, non con l’AIRE
Se sei residente fiscale nel Regno Unito per un certo anno lo stabilisce lo Statutory Residence Test: regole sui giorni trascorsi qui e sui legami con il paese. Non lo decide l’iscrizione all’AIRE, né il passaporto, né dove paghi l’affitto. Due persone con documenti identici possono avere risposte diverse perché hanno passato qui un numero diverso di notti. L’AIRE resta importante per l’Italia, ma per il fisco britannico non è decisiva.
Lo split year
Se arrivi o riparti a metà anno, in alcuni casi l’anno può essere diviso, così da essere tassato come residente nel Regno Unito solo per il periodo in cui eri effettivamente qui. Non è automatico e non vale in ogni situazione: conviene verificarlo nell’anno stesso, perché la differenza può essere notevole ed è difficile rimediare dopo.
I primi quattro anni
Dall’aprile 2025 chi diventa residente nel Regno Unito dopo almeno dieci anni consecutivi di non residenza può chiedere un’esenzione sui redditi e sulle plusvalenze esteri per i primi quattro anni fiscali. Va richiesta nella dichiarazione e ha conseguenze proprie, quindi è una scelta da fare con i numeri davanti.
Vivi a Londra ma hai redditi o immobili in Italia
Se sei residente fiscale nel Regno Unito sei tassato qui, in linea generale, sui redditi di tutto il mondo: l’affitto di un appartamento in Italia, gli interessi di un conto italiano o la plusvalenza sulla vendita di un immobile vanno dichiarati anche nella dichiarazione britannica.
Tra Italia e Regno Unito esiste una convenzione contro le doppie imposizioni: l’imposta già pagata in Italia è di norma accreditabile su quella britannica, quindi lo stesso reddito non viene tassato due volte. Ma il reddito va comunque dichiarato qui e il credito va richiesto: non arriva da solo.
Non ci occupiamo del fisco italiano
E diffida di chi dice di poter fare tutto da Londra. Noi seguiamo la parte britannica e lavoriamo insieme al tuo commercialista in Italia per quella italiana: le due devono essere coerenti, e il modo più rapido per arrivarci è che ognuno faccia la parte che conosce davvero. Se in Italia non hai nessuno, te lo diciamo chiaramente invece di improvvisare.
Making Tax Digital: cosa cambia da aprile 2026
Dal 6 aprile 2026 i self-employed e chi affitta immobili con redditi lordi complessivi da lavoro autonomo e da locazione — fatturato, non utile — superiori a 50.000 £ l’anno devono tenere la contabilità in formato digitale e inviare a HMRC un aggiornamento ogni tre mesi tramite un software compatibile, oltre alla dichiarazione finale dopo la chiusura dell’anno. La soglia scende a 30.000 £ da aprile 2027 e a 20.000 £ da aprile 2028.
Se ti riguarda, non cambia solo il programma che usi, ma quante volte comunichi con HMRC. Impostiamo la contabilità, inviamo gli aggiornamenti trimestrali e teniamo la dichiarazione di fine anno allineata.
Le scadenze fiscali da non perdere
Nel Regno Unito l’anno fiscale non va da gennaio a dicembre: finisce il 5 aprile e il nuovo inizia il 6 aprile. Tutte le altre scadenze dipendono da questo.
- 5 aprile — fine dell’anno fiscale
- 5 ottobre — termine per la prima registrazione al Self Assessment
- 31 ottobre — termine per la dichiarazione cartacea
- 31 gennaio — dichiarazione online e pagamento delle imposte
- 31 luglio — secondo acconto (payment on account), se dovuto
- Il 22 di ogni mese — versamento di PAYE e National Insurance per i datori di lavoro
- Ogni trimestre — dichiarazione IVA per chi è registrato
Il 31 gennaio vale due volte: è sia il termine per la dichiarazione sia quello per il pagamento, e per molti include anche il primo acconto dell’anno successivo. Per questo il primo pagamento di gennaio è spesso molto più alto del previsto.
Perché Finance Wise
Non ci fermiamo alla dichiarazione di fine anno: pianifichiamo le tasse in anticipo, teniamo d’occhio la liquidità e gestiamo per te tutta la corrispondenza con HMRC, così puoi pensare al tuo lavoro. Il compenso viene concordato per iscritto prima di iniziare.
Il nostro studio è a Finchley (N3), a pochi minuti da Enfield e dal resto di North London, ma seguiamo clienti italiani in tutta Londra. Puoi mandarci i documenti via email o WhatsApp e incontrarci di persona, al telefono o in videochiamata.
Domande frequenti
Offrite servizi di contabilità in italiano?+
Sì. Incontri, telefonate, email e tutte le pratiche possono essere gestiti in italiano. Seguiamo regolarmente clienti italiani a Londra, Finchley ed Enfield.
Siete commercialisti iscritti all’albo italiano?+
No. Siamo chartered accountants britannici, con qualifica ACCA e ACA: è la figura che nel Regno Unito corrisponde al commercialista. Ci occupiamo del fisco britannico; per la parte italiana collaboriamo con il tuo commercialista in Italia.
Quanto costa un commercialista a Londra?+
Dipende dalle dimensioni e dalla complessità della tua situazione. Concordiamo un prezzo chiaro e fisso prima di iniziare; la prima consulenza è gratuita.
Come apro l’equivalente della partita IVA a Londra?+
Ti registri con HMRC come self-employed per il Self Assessment: è gratuito e ricevi lo UTR, il tuo numero di riferimento fiscale di dieci cifre. La registrazione va fatta entro il 5 ottobre successivo alla fine dell’anno fiscale in cui hai iniziato. Possiamo farla noi per te.
Devo registrarmi all’IVA appena inizio a lavorare?+
No. Nel Regno Unito la registrazione all’IVA è obbligatoria solo quando il fatturato imponibile supera 90.000 £ negli ultimi dodici mesi, o prevedi di superarli nei prossimi trenta giorni. Sotto la soglia è facoltativa. Il rischio vero è superarla senza accorgersene: l’IVA è dovuta dalla data in cui avresti dovuto registrarti.
Sono iscritto all’AIRE e vivo a Londra. Dove pago le tasse?+
L’iscrizione all’AIRE registra che vivi all’estero, ma la residenza fiscale britannica si decide con lo Statutory Residence Test. Se sei residente nel Regno Unito sei tassato qui, in generale, sui redditi mondiali, con il credito per le imposte pagate in Italia previsto dalla convenzione. Se nello stesso anno la tua posizione riguarda entrambi i paesi, dicci le date e definiamo la parte britannica insieme al tuo consulente in Italia.
Mi sono trasferito a Londra a settembre. Sono residente per tutto l’anno fiscale?+
Non necessariamente. Se arrivi a metà anno, in alcuni casi l’anno può essere diviso (split year) e sei tassato come residente solo dal tuo arrivo. Dipende dalla tua situazione concreta, non è automatico, e conviene verificarlo nell’anno stesso.
Ho un appartamento in Italia. Devo dichiarare l’affitto nel Regno Unito?+
Se sei residente fiscale nel Regno Unito, sì: i redditi di tutto il mondo vanno dichiarati qui. L’imposta già pagata in Italia è di norma accreditabile grazie alla convenzione contro le doppie imposizioni, quindi nella maggior parte dei casi non paghi due volte. Ma il credito va richiesto e il reddito deve comparire nella dichiarazione.
Pago tasse sui soldi che trasferisco dall’Italia?+
Non sul trasferimento in sé. Le imposte seguono il reddito che ha prodotto quei soldi, non il loro spostamento: trasferire risparmi già dichiarati o tassati non crea una nuova imposta. Se hai dubbi sull’origine di una somma importante, parlacene prima di spostarla.
Perché il pagamento di gennaio è così alto?+
Perché il 31 gennaio di solito comprende più di una cosa: il saldo dell’anno appena dichiarato e il primo acconto per l’anno successivo. Se il reddito è cresciuto, l’acconto è calcolato sulla cifra più alta e il totale può sembrare quasi il doppio del previsto. Non è un errore; se il reddito sta davvero calando l’acconto si può ridurre, ma va richiesto.
Devo venire in ufficio?+
No. Possiamo fare tutto a distanza: documenti via email o WhatsApp, incontri al telefono o in videochiamata. Se preferisci parlare di persona, ti aspettiamo nel nostro studio di Finchley.
Vicini a te
Chartered accountants, a due passi da te.
Il nostro studio è a Finchley e lavoriamo in tutta North London. Vieni a trovarci, chiamaci o fai tutto via email — come preferisci.
Or call 07480 281548





